Mattonisti, mattonismo e mattoneria

«Un principio, un’idea, un’istanza: il secco rifiuto del paradigma dell’uomo-soia post-pandemico.»

Per profondità d’analisi, acume e volontà di incidere sulle dinamiche del Pensiero Dominante («la sfida vitalistica alla realtà post-pandemica», 4.4.1), il Manifesto dei Mattonisti sta al nuovo secolo come i Manifesti delle Avanguardie stavano al ‘900. Con un’arma in più: l’ironia paradossale. Palazzeschi e Flaiano oggi sarebbero dei mattonisti entusiasti, ne sono convint*.

Per la prima volta dopo decenni, si erge dal webs un pensiero post-ideologico in grado di contrastare con forza la martellante propaganda volta a inculcare nelle menti sprovvedute le parole d’ordine del politicamente corretto, unico punto di vista ammesso nel Mondo Nuovo che i “costruttori” stanno costruendo (senza mattoni, però).
Per questo, immancabile e immediata, è arriva la risposta dei cani da guardia del Regime che hanno subito azzannato i mattonisti dando loro dei razzisti-omofobi-sessisti-negazionisti e, ovviamente, fasci. Davanti a queste stantìe e sbadigliose accuse, il mattonista risponde con una pernacchia e un hashtag che ridicolizza e sommerge nel guano il benpensante di turno. Da sottolineare che nel tentativo di sminuire o vilipendere il MoVimento Mattonista si sono cimentati non solo mezze calzette in cerca di visibilità su Facta, Globalist o Fanpage, ma persino corazzate come Repubblica & Lespresso. A questi veri e propri gerarchi fra i “professionisti dell’informazione” va il merito di aver scritto boiate esilaranti spacciate per analisi sapute. Segno che i ragazzi stanno colpendo nel vivo il Leviatano, facendolo reagire scompostamente. Per senso di pietà, però, i mattonisti hanno redatto delle F.A.Q. per agevolare il lavoro interpretativo a codesti “giornalisti” che, altrimenti, rischiavano di perdersi in congetture surriscaldanti fino alla fusione del nòcciolo.

I toni degli affiliati alla Libera Mattoneria (spesso espressi con caustici e criptici MeMe pienamente intelligibili solo a chi è addentro al lessico e alla simbologia mattonista) talora risultano forti, eccessivi, in bilico tra sberleffo e querela. Ma lo sono per necessità, per opporsi efficacemente a una visione del mondo per cui dire che esistono #SoloDueGeneri si avvia ad essere reato (Zan! Zan!).

Personalmente, solo gli articoli 1.4.2 e 4.1 del Manifesto non mi convincono (quest’ultimo decisamente troppo ampolloso). Proporrò emendamenti appena me ne sarà concessa la possibilità, sperando che vengano bocciati. Consiglio però a tutti di leggere il Manifesto del Mattone e di meditarlo, magari centellinandolo e riproponendoselo giorno dopo giorno. Gli spunti di riflessione, se non illuminazione, sono molteplici. Sappiateli suggere e godere come meritano.

Per il resto, credo ci fosse davvero bisogno di questa frizzante e irriverente ventata di spirito critico travestito da tamarro suburbano. In tanti si sono scossi e agitati, sbavando bile, altri lo faranno ancora. Ma qualcuno sentirà sfrigolare la scintilla, aguzzerà i padiglioni auricolari, perfezionerà le percezioni visive e cinestesiche. Finché, quando anche la centesima scimmia si sarà svegliata, si sentirà il rombo profondo dell’ineluttabile STRAAP! che lacererà il fondale di questo squallido spettacolo circense in cui siamo immersi.
E allora inizierà la liberazione, se non addirittura la redenzione.
Letteralmente.


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